interview

Alessandro Costanzo - La disumanizzazione dell’umano, una riflessione sul tempo e sullo spazio alle pendici di un vulcano.

2024 | Gaia Badioni - Inside Art #130


Alessandro Costanzo è un artista isolano. I concetti di confine, di tempo e di spazio, per chi è cresciuto a Catania, alle pendici di un vulcano affacciato sul mare, diventano le basi per riflessioni sempre più ampie, come lui stesso racconta, e che abbracciano, dopo gli studi accademici e una permanenza a Bruxelles lunga due anni, «l’uomo, l’automazione tecnologica e alcuni fenomeni naturali», ma anche il tempo e le sue molteplici sfaccettature. La ricerca dell’artista, che si concretizza prevalentemente in installazioni e sculture, debitrici di un approfondito studio della pittura, si sofferma spesso su questioni di carattere antropologico e sociologico riflettendo su come l’uomo si stia progressivamente disumanizzando, allontanandosi sempre più dal suo stato di natura. ︎︎︎
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studio visit

La quadriennale di Roma, progetto Panorama.
Studio-visit 2.0 ad Alessandro Costanzo

2024 | Francesco Lucifora



Ho voluto incontrare Alessandro Costanzo il giorno prima della sua personale Hey Siri per On the Contemporary, spazio catanese che dentro Palazzo Manganelli si occupa delle ultime tendenze del contemporaneo. Mi attrae l’aspetto formale ed estetico che, nel primo studio visit a lui dedicato da Marcello Francolini, rimane sulla soglia delle associazioni linguistiche e della pratica correlativa. Mi sembra altresì importante ripartire dall’affermazione di Francolini: «l’opera misura il tempo di sosta del lavoro più̀ che il lavoro in sé». Dopo la conversazione con Costanzo avrei potuto dire: «Hey Siri, mi cerchi… oppure, meglio, ChatGPT puoi scrivere uno studio visit su Alessandro Costanzo?» Queste, l’alfa e l’omega del nostro incontro. ︎︎︎
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studio visit

 
La quadriennale di Roma, progetto Panorama. 
Studio-visit ad Alessandro Costanzo

2022 | Marcello Francolini


Tutta la lettura dell’opera deve così avvenire nella mente dello spettatore che di fronte al sintetismo sottrattivo di questi disegni deve saper rivederla nel suo porsi in rapporto con diversi contesti di significato. Le sue forme passano dall’essere disegni di immagini a disegni di strutture di suggerimento (mentale, corporeo, spirituale, percettivo) per molteplici immagini. È questo il meccanismo di funzionamento delle sue opere? In effetti il limitarsi a un piano di presentazione di segni e parole, in Costanzo, può costituire la volontà d’attivazione di un maggiore impegno d’interpretazione da parte dell’osservatore, che sarà chiamato a ricostituire uno spazio in cui estendere i significati che nell’opera vengono lasciati allo stadio di annunzio. ︎︎︎




IT

essay

Cara catastrofe: Alessandro Costanzo, la scultura come forma, come spazio

2021 | Lorenzo Madaro


Per l’artista la scultura è propedeutica per un dimensionamento processuale dello spazio, lo si comprende dai brandelli di luminarie che ridisegnano l’ambiente cercando relazioni con angoli e interstizi.
Lo spazio prende così ulteriore conformazione attraverso la modulazione dell’opera stessa, perciò la scultura si completa nella sua totalità una volta occupato lo spazio stesso in cui agisce.
La forma della scultura, pertanto, è un dispositivo autopoietico che si genera in studio, strutturandosi però nella sua interezza – ed è questo lo scarto rispetto alle esperienze minimal, in cui il modulo plastico vive la sua autosufficienza e si costruisce in studio – nella totalità di uno spazio espositivo, che è qualcosa di astratto e predeterminato, ma disponibile a una trasformazione. ︎︎︎




IT | EG

interview

DISCONTINUO an open studio #4
Intervista ad Alessandro Costanzo e a Roberta Gennaro

2021 | Alessandra Tomasello


L’indagine di Alessandro Costanzo, invitato espressamente dal collettivo per l’attenzione che viene riservata alla ricerca contemporanea del territorio, si esemplifica nella coesistenza dell’operazione duale di meticolosa e sistematica progettazione congiunta ad una successiva disgregazione dell’immagine, ridotta in frammento e plasmata in forma scultorea che prende le sembianze di sezioni di luminarie. Distanziandosi dall’ottica del produrre ordinario regolato dal periodo di residenza, Alessandro compie una celebrazione del suo fare e del suo esserci mediante il bilanciamento dei tempi pieni e vuoti della meditazione che conduce nell’alternanza delle giornate, generando un’interferenza nel fluire degli eventi.
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IT

interview

Un “contenitore di umanità”: la project room di Alessandro Costanzo e Stefan Milosavljevic, Espoarte.

2019 | Matteo Galbiati


Come lo avete pensato e sviluppato? Su quali temi e contenuti avete interagito?
AC – Il progetto nasce da un forte bisogno di isolare e rendere indipendente lo spazio assegnatoci, giocando un ruolo ironico e sarcastico, abbiamo tentato di lavorare in antitesi al concetto di “casa” come luogo idealizzato, che ci era stato proposto all’inizio dalle curatrici, come fulcro comune delle nostre poetiche su cui aprire un dibattito e un dialogo. Di conseguenza abbiamo lavorato sull’esperienza di un “falso paradiso”, dove finzione e messa in scena, giocano un ruolo importante, sottolineando la natura illusoria di un “non luogo” etichettato dalle multinazionali del turismo come esperienza tropicale contemporanea e paradisiaca. ︎︎︎



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essay

Città: un arcipelago di anime e coscienze, in “La città”, Premio Artivisive San Fedele 2017-2018, Silvana editoriale, Milano.

2018 | Matteo Galbiati


L'archetipo cui ricorre Costanzo - anche traendo dichiarata ispirazione dai modelli ipotizzati dall'economista e geografo Walter Christaller - evidenzia le possibilità di stabilire reti di coesistenza, di simbiosi empatica tra individui che in un luogo, generato per aggregazioni successive nel tempo, sedimentano e inglobano una collettività diversa che sa diventare comune chiamandosi "città". Un luogo che, per quanto diversamente percepito, appartiene sempre a tutti, purché con la propria esistenza, nonostante resti protetto nella propria isola, ognuno sia disposto ad abitarvi con la propria anima e la propria coscienza, prima ancora che con il proprio corpo. ︎︎︎
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©️ 2019—2023  Alessandro Costanzo 
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